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La Fed dichiara una posizione paziente a fronte dell'aumento delle incertezze

Riteniamo che la Fed abbia ragione a mantenersi prudente alla luce dell'aumento dei rischi per l'economia mondiale e delle incertezze a livello politico e normativo.

Nel comunicato diramato lo scorso 30 gennaio al termine della riunione di due giorni del Federal Open Market Committee (FOMC) la Banca Centrale americana ha espresso con maggiore chiarezza la propria intenzione di procedere con prudenza a fronte di un panorama fattosi più incerto. I membri dell'istituto centrale hanno altresì segnalato di ritenere l'attuale orientamento di politica monetaria è più o meno neutrale. Gli investitori dovrebbero pertanto tener conto che per il momento si prevede che la Fed lasci i i tassi invariati.

Riteniamo che la Fed abbia ragione a mantenersi prudente alla luce dell'aumento dei rischi per l'economia mondiale e delle incertezze a livello politico e normativo. In presenza di pressioni inflazionistiche contenute e squilibri finanziari di modesta entità, un approccio improntato alla cautela riflette una strategia di gestione del rischio equilibrata, che dovrebbe deporre a favore di una maggiore durata del ciclo economico espansivo.

I mercati hanno riconosciuto l'orientamento più cauto della Fed e le condizioni finanziarie si sono allentate dopo il marcato inasprimento di fine dicembre. Il calo dei tassi di interesse e la ripresa delle quotazioni azionarie dovrebbero contribuire a mitigare il rischio che l'economia statunitense possa manifestare un rallentamento accentuato nel 2019.

Il bilancio come strumento di politica monetaria

L'ammorbidimento dell'orientamento della Fed trova ulteriore riscontro nel suo aver ribadito che in caso di contrazione economica sarebbe pronta a ricorrere a tutti gli strumenti di cui dispone, compresi interventi sulle dimensioni e sulla composizione del suo bilancio (ad esempio, incrementando in misura consistente gli acquisti di titoli ovvero quantitative easing), qualora la sola riduzione dei tassi sui fed fund non ottenesse il giusto livello di accomodamento .

I funzionari della Fed hanno inoltre confermato che continueranno ad adottare l'attuale floor system (il sistema in base al quale il tasso di remunerazione delle riserve bancarie presso la Fed viene fissato al di sotto del tasso sui fed fund), controllando così un ventaglio più ampio di tassi monetari. Ciò suggerisce che il processo di ridimensionamento del bilancio potrebbe concludersi entro la fine del 2019.

Segnaliamo che, nella sua conferenza stampa, il Presidente della Banca Centrale americana Powell non ha precisato né se né come la Fed intenda continuare a normalizzare la composizione del suo bilancio una volta che il livello delle riserve del sistema finanziario avrà raggiunto lo stato stazionario. Ultimamente, le autorità hanno riflettuto su vari modi per ridurre la duration e tornare a un portafoglio composto unicamente da Titoli del Tesoro americani. Riteniamo, tuttavia, che alla fine la Fed cercherà di mantenere un approccio neutrale anche sul suo bilancio reinvestendo in maniera proporzionale nelle aste del Tesoro i proventi delle obbligazioni che giungono a scadenza .

Implicazioni per l'orientamento della politica monetaria nel breve termine

Riteniamo che con il prossimo Summary of Economic Projections, a marzo, la Fed rivedrà nuovamente al ribasso il proprio giudizio sull'opportuna traiettoria di politica monetaria. Dal momento che il tasso effettivo sui fed fund si attesta ora appena al di sotto del range di stima per il tasso neutrale (2,5% - 3,5%) – che, facciamo notare, rientra già nell'intervallo di Nuova Neutralità di PIMCO (2%-3%) – viste anche le prospettive di stabilità finanziaria generale e di inflazione modesta negli Stati Uniti, ravvisiamo scarse probabilità che la Banca Centrale possa affrettarsi a inasprire ulteriormente.

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