Blog

Dieci considerazioni per gli investitori dalle riunioni annuali del 2018 dell'FMI/Banca Mondiale

Con numerose incertezze all'orizzonte, quest'anno il tono generale delle riunioni dell'FMI/Banca Mondiale è stato caratterizzato da cautela.

Esponenti delle banche centrali mondiali, ministri delle finanze e rappresentanti del settore privato e di gruppi della società civile si sono incontrati a Bali di recente per le riunioni annuali del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale. Presentiamo di seguito le dieci considerazioni principali emerse a dalle discussioni.

1) L'atteggiamento complessivo degli investitori nei confronti del rischio è orientato alla prudenza, senza particolari giudizi direzionali. Ciò riflette l'elevata incertezza sulle tensioni commerciali USA-Cina, sulle prospettive relative al ciclo d'inasprimento della Federal Reserve, sulla manovra di bilancio italiana e i negoziati con l'UE, e sulla debolezza generalizzata dei mercati emergenti. Nonostante la cautela, non è stato individuato alcun evento dirompente nell'immediato e ha prevalso l'aspettativa di esiti negoziati (benché protratti nel tempo) che manterranno elevata l'incertezza a breve termine.

2) Le prospettive macro per l'economia globale rimangono favorevoli, poiché si prevede per il 2019 un rallentamento della crescita al 3,5% circa, ma con tassi di espansione ancora relativamente robusti (in linea con le recenti Prospettive cicliche di PIMCO, "In crescita, ma più lentamente"), e un'inflazione globale contenuta nei mercati sviluppati e nella maggior parte delle economie emergenti. Gli investitori si sono domandati, fra l'altro, se la crescita superiore al trend degli Stati Uniti fosse destinata a proseguire anche al venir meno dell'impulso fiscale, e si sono interrogati sulla portata e sull'impatto delle misure anti-cicliche adottate dalla Cina per sostenere la crescita. Si è convenuto che un'eventuale recessione negli Stati Uniti sarebbe iniziata non prima del 2020, anziché nel 2019, ma è ormai generalmente accettato che la crescita mondiale ha superato il picco. Nei mercati emergenti la ripresa dovrebbe continuare a un ritmo più graduale, inducendo i responsabili politici a focalizzarsi su una crescita potenziale molto più lenta di quanto in precedenza riconosciuto.

3) Le istituzioni finanziarie internazionali sono sempre più rassegnate all'idea che l'approccio multilaterale globale lasci il passo a un approccio più unilaterale a guida statunitense. Finora si è registrata una scarsa resistenza politica alle misure protezionistiche di Washington nei confronti della Cina, che sono considerate oggetto di negoziazione bilaterale, al pari dei negoziati USA-Europa. Il tutto a dispetto dell'idea ampiamente diffusa che una contrazione del commercio internazionale e la possibilità di una guerra commerciale sono deleterie per l'economia mondiale nel suo insieme, con pochissimi vincitori nel lungo periodo.

4) Le tensioni commerciali USA-Cina sono destinate a perdurare, essendo questo il primo di numerosi cicli di dispute/negoziati (a differenza di quanto accaduto con l'USMCA, ossia il NAFTA 2.0). La maggior parte delle autorità politiche e degli investitori si aspetta solo un graduale deprezzamento dello Yuan cinese rispetto al Dollaro statunitense, anziché una "guerra valutaria" vera e propria, ma vi sono altre "guerre di influenza" indirette attualmente in atto tra Cina e Stati Uniti. Tra gli esempi figurano il Pakistan, che ha ottenuto prestiti significativi dalla Cina e ora ha richiesto l'assistenza dell'FMI, come pure la crescente reazione avversa nei mercati emergenti ai finanziamenti cinesi di grandi opere a condizioni ritenute svantaggiose e poco trasparenti.

5) Il sentiment nei confronti dei mercati emergenti è improntato alla cautela, ma migliorato rispetto al picco di pessimismo dell'estate. La stretta monetaria della Fed, il rafforzamento del Dollaro statunitense, le tensioni commerciali e alcuni fattori specifici dei mercati emergenti dissuadono molti investitori dall'assumere ampie esposizioni direzionali a questa classe di attivo. Ciò nonostante, si ritiene che siano emerse sacche di valore che inducono gli investitori a privilegiare le posizioni tattiche e generatrici di alfa.A differenza del recente passato, nonostante gli strascichi del posizionamento assunto verso l'inizio dell'anno, non si registrano giudizi ampiamente condivisi, ma piuttosto opinioni relativamente contrastate sui principali segmenti della classe di attivo.

6) Responsabili politici e investitori sono consapevoli che la recente correzione dei mercati emergenti non ha riservato grandi sorprese. L'idea generale è che la debolezza osservata finora nei mercati emergenti sia imputabile al "quantitative tightening" e al vigore del Dollaro, nonostante la presenza di numerosi problemi politici idiosincratici e apparentemente scollegati. Pertanto, i paesi con maggiori disavanzi delle partite correnti, maggiori posizioni debitorie sull'estero e maggiori vulnerabilità sul piano delle politiche economiche, come Turchia e Argentina, sono stati i più duramente penalizzati, mentre quelli che hanno adottato provvedimenti correttivi, come Messico e Indonesia, hanno evidenziato un andamento di gran lunga migliore.

7) Il programma aggiornato imposto dall'FMI all'Argentina è stato accolto con favore. Il rigoroso approccio di targeting della base monetaria, l'enfasi sulla flessibilità dei tassi di cambio e l'anticipo degli esborsi a copertura del fabbisogno di finanziamento fiscale del 2019 assicurano all'Argentina un'àncora nominale credibile alla quale il governo si è impegnato ad aderire. Per contro, rimane sospeso il giudizio sulla Turchia. Nonostante le politiche fiscali e monetarie relativamente restrittive adottate dal governo, che dovrebbero favorire un ampio aggiustamento macroeconomico nel 2019, i mercati sono destinati a restare delusi se si aspettano una reazione più determinata dalla banca centrale turca in termini di rialzi proattivi dei tassi d'interesse. 

8) Le elezioni previste in India e in Indonesia nel 2019 inducono gli investitori alla cautela, anche se lo scenario di riferimento è improntato alla continuità politica. In India prevale la sensazione che il governo in carica non abbia dato un impulso sufficiente alla promozione delle riforme. In Indonesia, l'elevato posizionamento degli investitori sulla curva locale e il livello contenuto delle riserve valutarie limiteranno probabilmente la volontà della banca centrale di intervenire aggressivamente per difendere la valuta del paese.

9) La fine dell'incertezza elettorale in molte grandi economie emergenti costituisce nell'insieme un fattore positivo. In Messico i mercati aspettano l'inizio della presidenza di Andrés Manuel López Obrador a dicembre e prevedono una minore sregolatezza fiscale rispetto a quanto suggerito dalla sua campagna elettorale. In Brasile gli investitori sono ottimisti sulla prospettiva di una riforma del sistema previdenziale nel 2019 sotto un'eventuale presidenza di Jair Bolsonaro, ma le difficoltà nell'approvare riforme radicali in un contesto di elevata frammentazione politica suggeriscono un atteggiamento di cautela. Il Sudafrica, purtroppo, fa eccezione: nonostante l'elezione del riformista Cyril Ramaphosa alla guida dell'African National Congress (ANC), il paese ha compiuto scarsi progressi sulle tanto necessarie riforme delle aziende a controllo statale e del mercato del lavoro.

10) Infine, a fronte del lieve miglioramento del sentiment nei confronti mercati emergenti, gli investitori continuano a domandarsi se la correzione subita da tali mercati non rappresenti un canarino nella miniera per altri segmenti del credito, e in particolare per l'high yield statunitense, le cui valutazioni appaiono relativamente elevate. Il moderato ribasso registrato dai mercati azionari la scorsa settimana ha accresciuto lo scetticismo degli investitori riguardo al fatto che i mercati emergenti siano l'unica classe di attivo vulnerabile in uno scenario in cui la maggiore incertezza proviene dagli Stati Uniti, vuoi per via delle politiche della Fed o delle prospettive per le tensioni commerciali globali.

Scopri le prospettive di PIMCO per l'economia e i mercati globali  nel 2019.

LEGGI QUI

A cura di

Lupin Rahman

Head of EM Sovereign Credit

Visualizza profilo

Latest Insights

Disclaimer

Tutti gli investimenti comportano rischi e possono subire perdite di valore. Questo materiale è inteso unicamente a scopo informativo. Le previsioni, le stime e talune informazioni contenute nel presente documento sono basate su ricerche proprietarie e non devono essere considerate alla stregua di una consulenza di investimento o di una raccomandazione in favore di particolari titoli, strategie o prodotti di investimento. Nessuna parte della presente pubblicazione può essere riprodotta in alcuna forma o citata in altre pubblicazioni senza espressa autorizzazione scritta. PIMCO è un marchio depositato di Allianz Asset Management of America L.P. negli Stati Uniti e nel resto del mondo. THE NEW NEUTRAL è un marchio depositato di Pacific Investment Management Company LCC negli Stati Uniti e nel resto del mondo. ©2018, PIMCO

Emerging Markets Outlook: The Wealth of Nations
XDismiss Next Article
PIMCO
Small Italian Flag

IT

unidentified

[cambia profilo]

Sottoscrivi
Si prega di inserire un indirizzo e-mail valido.