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Settori ciclici 2.0: Ecologia e Digitale

Le vecchie regole riguardo agli ambiti in cui investire dopo una recessione potrebbero non valere più nel mondo post-pandemia; più che alle infrastrutture classiche, le attuali misure di stimolo sono orientate all'economia verde e al digitale

ILa situazione sta migliorando, a grandi linee. Le economie stanno lentamente riaprendo e i dati economici mostrano segnali di vitalità incoraggianti. Sebbene ancora non sia chiaro quale sarà la velocità della ripresa o se si riaccenderanno focolai diffusi di COVID-19 - nuove fiammate del virus sono già state riferite in alcune aree - e si dovrà tornare a chiusure delle attività economiche, è opportuno tuttavia valutare quale direzione prendere in previsione della ripresa post-pandemia che, alla fine, si concretizzerà.

Solitamente è opportuno aumentare l'esposizione alle imprese e ai settori ciclici in fase precoce del ciclo economico per beneficiare appieno della ripresa che si prospetta, ma le vecchie regole potrebbero non valere in tempi di cambiamenti dirompenti e potrebbero addirittura produrre disappunto. Questa volta per gli investitori potrebbe essere più remunerativo seguire i flussi di denaro prestando attenzione alle misure che i governi stanno adottando per rilanciare le proprie economie. Concentrarsi su quelle politiche può consentire di individuare non solo i potenziali vincitori ma anche i potenziali perdenti, visto il cambiamento radicale connaturato in alcune delle imponenti misure fiscali degli ultimi quattro mesi.

Sebbene con tratti specifici e peculiari a ciascun paese o regione, le misure largamente osservate nel mondo presentano un'insolita serie di caratteristiche comuni con un sostanzioso sostegno incentrato su due temi: l'ecologia e il digitale. E' un notevole cambiamento rispetto ai tradizionali investimenti in infrastrutture di stampo classico effettuati in passato per sostenere la ripresa da una recessione.

Green and Digital Fiscal Policy 

Analizziamo questi due temi più nel dettaglio:

  • Ecologia: il 15maggio di quest'anno, la Cancelliera tedesca Merkel e il Presidente francese Macron hanno proposto un piano da 500 miliardi di Euro per il rilancio dell'economia europea, indicando con chiarezza che questa ripresa sarà diversa e sarà verde. Anche la Cina, che negli ultimi vent'anni ha puntato sullo sviluppo di infrastrutture fisiche per alimentare la crescita, ha dichiarato che questa ripresa non sarà basata su quelle classiche. La Corea del Sud, paese fortemente esportatore, dal canto suo ha elaborato un pacchetto di stimolo focalizzato sulla digitalizzazione e sulla de-globalizzazione, che è volto anche a protegge la salute pubblica e l'ambiente.

    A fronte di questo scenario, veicoli elettrici e batterie, nonché impianti di energia solare paiono essere primari candidati a beneficiare di aiuti e spesa pubblica. Ciò avviene, tra l'altro, in un momento in cui il progresso tecnologico e i minori costi hanno reso queste fonti alternative verdi più appetibili e accessibili su più ampia scala e non solo un lusso di paesi ricchi con una coscienza ecologica o privilegio esclusivo di paesi baciati dal sole. Inoltre, i governi probabilmente incrementeranno la tassazione su processi e abitudini fortemente inquinanti visto il loro impeto a passare a un'economia verde.
  • Digitale: in un recente blog, abbiamo evidenziato i cambiamenti strutturali e di comportamento che verosimilmente deriveranno dalla pandemia di COVID-19. Questi cambiamenti saranno ulteriormente stimolati dagli interventi dei governi volti a sviluppare «nuove infrastrutture» per il 5G, il Wi-Fi 6, i data center e i servizi in cloud, l'intelligenza artificiale, i big data e le smart cities per sostenere la capacità delle loro economie di competere in un mondo sempre più digitale. Si prevede che ciò comporterà, tra l'altro, un aumento della domanda di semiconduttori, in quanto, ad esempio, il passaggio dalla rete 4G a quella 5G richiede un incremento dei semiconduttori del 200 -300%. Oltre alle suddette infrastrutture digitali, le imprese sono incentivate, sia economicamente che politicamente, a rimpatriare alcune produzioni. Per realizzare un rimpatrio efficiente, le imprese avranno bisogno di incrementare l'automazione dei loro processi per ridurre i costi. In effetti, l'automazione è stata indicata tra le massime priorità da un folto numero di esponenti di vertice delle aziende nelle recenti call tenute in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre. La domanda di robot è prevista salire vorticosamente nei prossimi anni con l'evolversi di questi trend, e le imprese di robotica e di automazione di processo, sostenute dalle nuove infrastrutture digitali, verosimilmente avranno un ruolo di primo piano con il rallentamento del processo di integrazione dell'economia mondiale.

The robots are coming

I tempi sono cambiati. I messaggi a favore dell'ecologia e del digitale si moltiplicano e sono difficili da ignorare. Potremmo essere alle soglie di una nuova era ciclica, o Ciclicalità 2.0. Se la precedente era stata definita dagli investimenti pubblici in infrastrutture materiali tradizionali, questa versione successiva della ripresa ciclica sarà focalizzata su infrastrutture più 'eteree' attorno a noi e che ci sosterranno: saranno i chip a essere importanti, non il cemento.

Noi di PIMCO già nel nostro Secular Outlook 2019 avevamo individuato alcuni di questi temi tra i sei fattori forieri di cambiamento dirompente a livello mondiale. La pandemia mondiale attuale pare stia semplicemente accelerando quelle tendenze. Da investitori ci manteniamo altamente vigili in quanto tali cambiamenti decideranno le sorti, in positivo o in negativo, di imprese e finanche di interi settori.

Sebbene l'incertezza sui trend di lungo periodo e sulla ripresa post-pandemia più imminente resti elevata, possiamo indicare con maggiore certezza che la ripresa sarà ecologica e digitale. La Ciclicalità 2.0 è alle porte.

Geraldine Sundstrom, managing director e gestore per le strategie di asset allocation, contribuisce regolarmente ai Blog di PIMCO.

A cura di

Geraldine Sundstrom

Portfolio Manager, Asset Allocation

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